FAQs - Domande frequenti




  • Come faccio a riconoscere se mio figlio usa droga?
    • Se vostro figlio comincia a comportarsi in modo strano (evita di parlarvi e di incontrare il vostro sguardo, ha frequenti sbalzi di umore e scoppi di rabbia improvvisi, chiede denaro frequentemente, trascorre sempre più tempo fuori casa o chiuso in camera, va male a scuola o i suoi risultati scolastici peggiorano visibilmente, fa scomparire oggetti di valore, tende a non portare più a casa gli amici…) e vi è capitato di trovare nella sua stanza o nelle sue tasche cartine, sigarette aperte, pezzi di carta stagnola o di plastica, siringhe, ammoniaca, soldi arrotolati, compresse che assomigliano a farmaci, piccole palline contenenti polveri (bianca = cocaina, marrone = eroina), pezzettini marroni e gommosi simili a cioccolato (hascish) o erba secca (marijuana), allora è molto probabile che usi o venda droga.

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  • Se ho colto dei simili segni, come mi devo comportare? Sono in grado di aiutare da solo mio figlio?
    • Per evitare che vostro figlio neghi il problema e dunque non ne parli, è importante non comportarsi in modo impulsivo, aggressivo o giudicante. Può essere utile mostrarsi accoglienti e aperti all’ascolto così da permettere a vostro figlio di non avere paura di parlarvi. Se siete riusciti ad iniziare ad affrontare il problema droga e siete residenti a Torino o provincia, potete telefonare alla nostra struttura insieme a vostro figlio ed accompagnarlo ad un primo colloquio. Nel caso in cui, invece, il/la ragazzo/a neghi e si chiuda a riccio, è importante che prendiate voi genitori da soli i primi contatti (telefonici o su appuntamento) con la struttura, così che possa indicarvi come procedere. Se siete residenti in altre regioni, contattate una struttura specializzata della vostra zona. L’unico modo per avere la certezza sull’uso di sostanze stupefacenti è sottoporre vostro figlio a degli esami di laboratorio: esame delle urine (specifico per la ricerca dei cataboliti urinari delle sostanze da abuso) e/o esame del capello. E’ importante sapere che non è possibile affrontare e risolvere un problema con la droga da soli, trattandolo esclusivamente in famiglia, perché in questo modo si rimanderebbe solo la cura.

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  • Quali possono essere le conseguenze dell’uso di droga sul corpo e sulla mente di mio figlio?


  • Come si può curare la tossicodipendenza?
    • Preliminare a qualsiasi intervento terapeutico è il raggiungimento dell’astinenza dalla sostanza attraverso la disintossicazione che avrà caratteristiche diverse a seconda del tipo di sostanza utilizzata dal soggetto, ma che in ogni caso richiede un intervento specialistico. La disintossicazione deve considerarsi come l’inizio di un trattamento integrato più ampio e non come un atto di per sé risolutivo. Quindi non ha senso se non fa parte di un progetto terapeutico che preveda, oltre ad un sostegno farmacologico, anche un valido supporto psicologico. Gli studi hanno infatti dimostrato un’altissima percentuale di ricadute nei pazienti che ricevono un mero trattamento disintossicante. Le soluzioni terapeutiche possono essere diverse e per individuare quella più idonea occorre un’approfondita conoscenza del soggetto interessato, delle modalità e della durata dell’assunzione di sostanze, del contesto socio-familiare in cui si è sviluppata la dipendenza., Una possibilità è l’ingresso in una comunità terapeutica: si tratta di centri residenziali in cui l’astinenza dall’uso è una regola. I programmi possono avere durata variabile dai 12 ai 24 mesi. E’ uno strumento prezioso che richiede però da parte dei soggetti volontà e motivazione al cambiamento. Lo scopo della vita comunitaria è quello di aiutare i soggetti a cambiare il loro stile di vita ed a sviluppare senso di responsabilità e fiducia in sé stessi. I membri dello staff aiutano i residenti a confrontarsi con loro stessi e con la società, offrendo modelli di vita alternativi allo stile di vita precedente. Il periodo in comunità si conclude quando gli obiettivi programmati sono raggiunti e i pazienti possono dimostrare una nuova capacità di confrontarsi con sè stessi e con gli altri. Un altro tipo di soluzione è l’inserimento in un programma territoriale ambulatoriale come quello della Lenad/Cop che coniuga le regole della comunità con la possibilità di curarsi continuando a vivere nel proprio contesto sociale e familiare. Per ulteriori approfondimenti vedere la sezione “programma terapeutico” del nostro sito.

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